ore 21.00 :: umore: in leggerissima ripresa
BGM: Pacifico - Una luce
Sono immagini di luce e movimento quelle
che rimangono negli occhi a lungo dopo la visione di
The Company,
e sensazioni di leggerezza e di compenetrazione con la musica che sfiorano lievi lo spettatore...
Piu' che una storia, The Company e' il racconto corale della vita di una compagnia... e' il come
nascono le meraviglie che gli appassionati sono abituati a vedere rappresentate sul palco senza
pero' essere un documentario, perche' non ne ha ne' l'aspirazione ne' il dovuto approfondimento...
prove che diventano azione, la fatica della creazione di un movimento ("Perche' pensare il movimento
non e'
diventare il movimento" dice il direttore della Compagnia... quanto e' vero!) che sia
il piu' possibile sentito e non artefatto, il dramma di non capire se ci sia un posto per
se stessi nel gioco, le aspirazioni del volere una maggiore gratificazione della propria dedizione
alla causa... e' tutto quanto ci si aspetta da un film sulla danza.
E' tutto quanto The Company regala senza risparmiarsi.
E' una piccola gioia per gli occhi.
Fin li' il film... che per me ha avuto anche un risvolto particolare, perche' ho fatto parte di
una compagnia di danza in due diverse vesti, come ballerina quando ero molto piu' piccola e
come aiuto coreografa due anni fa.
E' un'esperienza di gruppo che ti rimane dentro... e' amicizia e passione comune, coralita'
ma anche rivalita'. Sai che sei parte del gioco ma allo stesso tempo vorresti che tutti
si accorgessero
proprio di te.
E poi c'e' quella tensione strana di quando devi tenere il tempo perche' non puoi permetterti
uno sgarro che sia uno ne' sui tempi ne' suoi movimenti, ne' in prova ne' altrove.
Non esiste la non puntualita', l'imprecisione. Impari a non potertela perdonare.
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ore 20.00 :: umore: deluso
BGM: Mario Venuti - Crudele
E' un caso fortuito quello che scopre le carte
sulla relazione ventennale tra Gilberto e Tiziana, l'ennesima coppia in crisi portata sul grande schermo
negli ultimi anni dal cinema nostrano... stavolta e' Verdone cimentarsi con l'argomento, e il regista e attore
romano lo propone attraverso una ricerca continua di un rapporto stabile che si accompagna ad una paura
altrettanto costante di viverlo che ricorda la rincorsa all'equilibrio compiuta dai personaggi del
suo precedente lavoro "Ma che colpa abbiamo noi"... comune ai due film e' anche una certa critica
(che in "L'amore e' eterno finche' dura" rimane piu' come rumore di fondo) alla psicologia e una
felice scelta del cast... purtroppo, pero', le analogie terminano qui...
Dopo la felice esperienza dello scorso anno riservavo non poco entusiasmo all'idea di vedere ancora
Verdone all'opera, tanto piu' che il tema sempre attuale e presenza della Morante nel cast costituivano
gia' da soli un incentivo notevole alla visione... e probabilmente a questo devo, almeno in parte,
la delusione nel trovarmi davanti ad una storia narrata senza troppo brio, in parte risollevata
piu' dalle interpretazioni (splendide sia la Morante che la Rocca) che dalla sceneggiatura...
Avevo letto tanto bene in giro riguardo questo film... di come Verdone si fosse ritrovato, dell'idea
di fondo (che per capirla basta il titolo, a mio avviso ^^) ben realizzata... per me il risultato
finale e' una scarsissima sufficienza.
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ore 14.28 :: umore: blue
BGM: The Calling - Our lives
@ Am (soprattutto)
Un paio di foto del nuovo look di Kirakira Alex sono
qui.
Sugoi *_____*
Il post relativo e' da leggere solo previa tranquillita' assoluta... me invidia T__T
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ore 2.15 :: umore: blue
BGM: Niccolo' Fabi - Non e'
Presa a male.
Voglia di scriverle un messaggio di fuoco che esprima in 160 semplici caratteri il mio disprezzo
assoluto per il suo modo superficiale di concepire le relazioni. L'amicizia non si dimostra piangendo
con te una sera per poi sparire per i due mesi successivi mentre sai che l'altro e' depresso
e ha bisogno di supporto anche fisico. Mi viene da vomitare.
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