04.04.2004 domenica

ore 21.00 :: umore: in leggerissima ripresa
BGM: Pacifico - Una luce

Sono immagini di luce e movimento
quelle che rimangono negli occhi a lungo dopo la visione di The Company, e sensazioni di leggerezza e di compenetrazione con la musica che sfiorano lievi lo spettatore...
Piu' che una storia, The Company e' il racconto corale della vita di una compagnia... e' il come nascono le meraviglie che gli appassionati sono abituati a vedere rappresentate sul palco senza pero' essere un documentario, perche' non ne ha ne' l'aspirazione ne' il dovuto approfondimento... prove che diventano azione, la fatica della creazione di un movimento ("Perche' pensare il movimento non e' diventare il movimento" dice il direttore della Compagnia... quanto e' vero!) che sia il piu' possibile sentito e non artefatto, il dramma di non capire se ci sia un posto per se stessi nel gioco, le aspirazioni del volere una maggiore gratificazione della propria dedizione alla causa... e' tutto quanto ci si aspetta da un film sulla danza.
E' tutto quanto The Company regala senza risparmiarsi.
E' una piccola gioia per gli occhi.

Fin li' il film... che per me ha avuto anche un risvolto particolare, perche' ho fatto parte di una compagnia di danza in due diverse vesti, come ballerina quando ero molto piu' piccola e come aiuto coreografa due anni fa.
E' un'esperienza di gruppo che ti rimane dentro... e' amicizia e passione comune, coralita' ma anche rivalita'. Sai che sei parte del gioco ma allo stesso tempo vorresti che tutti si accorgessero proprio di te.
E poi c'e' quella tensione strana di quando devi tenere il tempo perche' non puoi permetterti uno sgarro che sia uno ne' sui tempi ne' suoi movimenti, ne' in prova ne' altrove.
Non esiste la non puntualita', l'imprecisione. Impari a non potertela perdonare.

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ore 20.00 :: umore: deluso
BGM: Mario Venuti - Crudele

E' un caso fortuito quello che scopre le carte
sulla relazione ventennale tra Gilberto e Tiziana, l'ennesima coppia in crisi portata sul grande schermo negli ultimi anni dal cinema nostrano... stavolta e' Verdone cimentarsi con l'argomento, e il regista e attore romano lo propone attraverso una ricerca continua di un rapporto stabile che si accompagna ad una paura altrettanto costante di viverlo che ricorda la rincorsa all'equilibrio compiuta dai personaggi del suo precedente lavoro "Ma che colpa abbiamo noi"... comune ai due film e' anche una certa critica (che in "L'amore e' eterno finche' dura" rimane piu' come rumore di fondo) alla psicologia e una felice scelta del cast... purtroppo, pero', le analogie terminano qui...

Dopo la felice esperienza dello scorso anno riservavo non poco entusiasmo all'idea di vedere ancora Verdone all'opera, tanto piu' che il tema sempre attuale e presenza della Morante nel cast costituivano gia' da soli un incentivo notevole alla visione... e probabilmente a questo devo, almeno in parte, la delusione nel trovarmi davanti ad una storia narrata senza troppo brio, in parte risollevata piu' dalle interpretazioni (splendide sia la Morante che la Rocca) che dalla sceneggiatura... Avevo letto tanto bene in giro riguardo questo film... di come Verdone si fosse ritrovato, dell'idea di fondo (che per capirla basta il titolo, a mio avviso ^^) ben realizzata... per me il risultato finale e' una scarsissima sufficienza.

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ore 14.28 :: umore: blue
BGM: The Calling - Our lives

@ Am (soprattutto)

Un paio di foto del nuovo look di Kirakira Alex sono qui.
Sugoi *_____*
Il post relativo e' da leggere solo previa tranquillita' assoluta... me invidia T__T

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ore 2.15 :: umore: blue
BGM: Niccolo' Fabi - Non e'

Presa a male.
Voglia di scriverle un messaggio di fuoco che esprima in 160 semplici caratteri il mio disprezzo assoluto per il suo modo superficiale di concepire le relazioni. L'amicizia non si dimostra piangendo con te una sera per poi sparire per i due mesi successivi mentre sai che l'altro e' depresso e ha bisogno di supporto anche fisico. Mi viene da vomitare.

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