13.06.2004 domenica


ore 22.47 :: umore: ...

Il paradosso
dell'avere una persona cara in gravi condizioni e' che si tende a diventare egoisti e tenaci.
Ci si aggrappa ad ogni speranza, si tenta il tutto per tutto pur di ottenere giorni, a volte ore in piu', quasi incuranti, talvolta, della vasta gamma di effetti che le nostre decisioni possono comportare.
E al tempo stesso si spera di non doversi pentire.
Trovo sempre piu' duro il confronto con questo genere di realta'.

Come lo scorso anno a causa del mio zio preferito, anche questo giugno lo ricordero' per il mio fare da spola tra casa e ospedale... la situazione di mia nonna e' precipitata nel giro di neanche due giorni, tanto che ci siamo ritrovati dalla diagnosi di colica ad un'operazione rischiosa e terribile senza avere il tempo di razionalizzare nulla... continuo a temere quello che stereotipicamente e' definito come peggio, ma che nella mia testa e' un qualcosa indefinito e senza nome.

Alterno momenti di buio ad altri in cui il flusso dei pensieri pare inarrestabile con la stessa frequenza con la quale mia nonna cambia gli stati di coscienza...
Nel pomeriggio, mentre le tenevo la mano, mi sono ritrovata a pensare che vi sono casi in cui sarebbe bello assumere l'espressione da Depositaria (Goodkind docet) per riuscire a mostrarsi forti e fiduciosi quando dentro si sente tutt'altro... quando sono li' ho una sorta di sangue freddo che mia madre sta apprezzando, ma fuori torno all'idea di non sapere davvero cosa provo.
Per placarmi mi concentro su qualcosa di lieto, ma non riesco ad andare che a particolari di conversazioni estremamente recenti... e in qualche modo ringrazio il fatto di avere dei punti di riferimento stabili con cui poter esternare in tranquillita' anche tutto cio' che non scrivo neanche qui.

Quest'onomastico che si sta avviando al termine e' stato veramente orribile.
E degli "auguri" di certa gente dal comportamento ignobile davvero non so che farmene.
Se ancora avessi avuto dei dubbi sull'onesta' dei loro sentimenti, oggi davvero siamo andati nuovamente oltre il fondo.

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