ore 14.30 :: umore: buono
La narrazione e' il filo che lega il ricordo
alla ricerca del suo significato, ma in se' nasconde le insidie della memoria, che ridefinisce ad uso
e consumo dell'equilibrio interiore il vissuto di ognuno, cosi' che diventa difficile tracciare
un confine tra se stessi, quello che si fa, cio' che si ricorda e quanto si e'.
Daniel, il protagonista dell'intrigante
Sotto
Falso Nome, e' una persona che ha deciso di provare a tracciarlo quel confine tra se stesso e cio'
che gli caratterizza l'esistenza, ossia lo scrivere romanzi, adottando uno pseudonimo e nascondendo con
mille accorgimenti la propria vera identita', finche' l'equilibrio in cui vive la propria esistenza, sfuggendo
a tutto cio' che potrebbe imbrigliarlo in qualche modo (cura dell'unico figlio compresa) non viene rotto
da Mila, sulla quale ha una sola certezza: che si sia insinuata nella sua esistenza senza volerne piu'
uscire...
Una sorpresa che meriterebbe ben piu' che qualche mia parola sconnessa a riguardo... un film che e' assieme
thriller, riflessione metapsicologica sull'esistenza e sullo sfuggire ad essa, sulla soggettivita' della
verita'... da seguire con attenzione onde non perdersi nell'intreccio narrativo.
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