18.01.2004 domenica

ore 23.58 :: umore: perplesso

Tempo buttato.

E' abbastanza semplice parlare di un film che ti ha fatto pensare piu' volte "non mi interessa minimamente vedere come continua, che barba, che noia"... noioso, inutile e senza brio, Prima ti sposo, poi ti rovino mi avrebbe fatto rimpiangere ogni centesimo speso se avessi avuto la sfiga di vederlo al cinema... la lentezza dell'azione e' paragonabile solo all'antipatia della coppia protagonista (in particolare lei e' tagliata per quel tipo di ruolo...)!
Alla fine ho capito perche' il titolo in Italia e' stato cambiato: "intollerabile crudelta'", la traduzione corretta, annunciava con troppa onesta' l'intenzione di coloro che hanno messo in piedi quest'ignobile schifezza per torturare il malcapitato spettatore. :(

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ore 20.15 :: umore: buono

Se fossi vissuta nel 68 di Matthew, Theo e Isabelle
sarei finita sicuramente con loro tra i cinefili insaziabili della Cinematique parigina, in qualche modo sono rimasta come stregata dall'inizio del racconto di The Dreamers, film molto atteso qualche mese fa ma recuperato solo ora, in un freddo pomeriggio domenicale passato tra appunti di psicologia dinamica che mai furono piu' propizi, col loro insistere sull'importanza della sessualita' umana, concetto ribadito anche dalla storia in oggetto...
Tra elucubrazioni che sanno molto di filosofia greca e giochi di citazione cinematografica (ma non solo), The Dreamers scorre via come un sogno piuttosto realistico in cui il poter trovare qualcuno con cui condividere seriamente esperienze, sogni, passione e crescita si intreccia con la vita reale, e l'idea di una relazione anaclitica di freudiana memoria prende corpo sullo schermo divenendo in qualche modo vagamente triadrica per qualche tempo... Matthew pero' e' l'unico a porsi dei perche' ("perche' sono sempre io il primo a dirlo?") in una casa che diviene un nido segreto per 3 persone in cui parlare, sperimentare e discutere di argomenti tanto attuali fuori quanto irreali dentro quelle mura ("Se tu ci credessi davvero saresti li' fuori")... l'unico a credere che la relazione possa in qualche modo durare cosi' com'e' perche' vorrebbe sentirsene parte fino in fondo ("Non voglio essere amato moltissimo, voglio solo essere amato"), l'unico a interessarsi davvero della vita ("piu' si osserva ogni cosa e piu' ci si rende conto che c'e' una specie di armonia cosmica di forme e di dimensioni. Non so cos'e' ne' perche' ma so che e' cosi'"), e questo lo rende a volte un tarlo per coloro che lo hanno invitato in casa per coinvolgerlo nei loro giochi, perche' ogni tanto a Matthew capita di ribellarsi e ricordare loro che c'e' un mondo fuori come succede anche al loro (assente) padre ("prima di cambiare il mondo devi renderti conto che anche tu fai parte del mondo"... a chi ha visto Velvet Goldmine questa frase non ricorda un po' il concetto espresso da Curt Wild ad Arthur in una delle ultime scene del film? :D), e questo e' un problema che si trovera' ad affrontare poi, da solo e fuori camera.

Qualcuno e' rimasto deluso perche' non e' un film sul 68 anche se poteva sembrarlo.
Qualcuno lo ha trovato troppo morboso, o troppo poco (soprattutto per quel che concerne Matthew e Theo).
A chi scrive e' piaciuto proprio tanto, sia esteticamente che concettualmente.
Ogni tanto penso che di Bertolucci dovrei recuperare qualcosa, ho visto decisamente troppo poco (e tutto quello che ho visto l'ho gradito troppo per giustificare la mia pigrizia nell'approfondire)

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ore 16.58 :: umore: indefinibile

Dovrei cambiare l'oggetto dei miei desideri
non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
fare come l'eremita che rinuncia a se'[...]

Emanciparmi dall'incubo delle passioni[...]

e ti vengo a cercare perche' sto bene con te


(Franco Battiato - E ti vengo a cercare)

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