ore 23.48 :: umore: tranquillo
Ancora adesso continuo a invocare il nome di Nana,
anche se mi fa male.
Continuero' a invocarlo finche' non otterro' risposta.
E' con le parole di Hachi che si apre il volumetto di Nana che ci riporta nel mondo
delle due ragazze con lo stesso nome dopo 6 mesi di astinenza...
Parole di Hachi che per lungo tempo non leggeremo piu', perche' dopo tanto attendere
ora e' Oosaki-san a parlare... a ricordare le emozioni del giorno in cui ha conosciuto
Hachi... ad evocare i propri sentimenti per lei...
"Non dimentichero' mai quel giorno. Il 5 marzo. Il giorno del mio ventesimo compleanno.
Il giorno in cui ti incontrai.
Come si puo' resistere? ç__________ç
Pensavamo ad una Nana che era in qualche modo inquietata da Hachi e la scopriamo invece
totalmente in sintonia con lei... per quanto per chi scrive sia stata una bella conferma,
credo che l'emozione di certe espressioni rimanga immutata...

"Per la mia band Hachi e'
una specie di mascotte. O meglio, un portafortuna. Un suo sorriso ravviva l'atmosfera.
Durante le prove e i concerti, e' lei che ci da' la carica. Questo conta piu' di tutto.
Anche se riuscissimo ad accaparrarsi un musicista eccezionale la cosa non avrebbe lo stesso
valore"
E il sorriso di Hachi, appunto? *_____*
Lei in yukata e' uno shock... *_______*
Credo ci sia qualcosa di terribilmente inquientante nel primo episodio di questo volume.
L'inizio e' talmente dolce e tranquillo che davvero non ci si aspetta che la catastrofe
annunciata sia li' ad attenderci dopo una manciata di pagine... e invece... eccolo li',
il curry rivelatore...
Nonostante il mio amore folle per Hachi, mi sono sempre rivista anche in certi modi di fare
di Oosaki-san... in quello sguardo triste ma anche nella fierezza con cui va avanti, nonostante
gli abbandoni, nonostante tutte le volte in cui le risuonano alla mente le promesse non
mantenute del passato...
A distanza di anni non si pente di quello che ha fatto, perche' era convinta di se stessa...
anche se ha perso la cosa piu' importante per lei... e con quello stesso sguardo continua a guardarsi
indietro con quell'unico interrogativo... "Dimmi, Hachi, stai sorridendo?"
Me lo chiedo anche io. Almeno siete felici?
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ore 18.00 :: umore: tranquillo
Ora che l'ho finito posso confermarlo senza alcun dubbio:
Big Fish di Daniel Wallace
era proprio il romanzo leggero e sognante che mi ci voleva in questo momento... sono davvero
contenta di averlo finito prima dell'uscita del relativo film... prepararsi ad una nuova
potenziale meraviglia del signor Burton e' una piccola gioia che posso concedermi...
Credo davvero sia il regista adatto ad una storia cosi'... dalle foto e dagli articoli che sto
leggendo in giro sembra che ci sia parecchio di suo aggiunto... e se una volta la cosa mi avrebbe
probabilmente lasciata perplessa, ora invece sono convinta che sia soprattutto lo spirito di un'opera
a dover essere trasposto nella maniera migliore possibile... se c'e' lo spirito, c'e' anche la voglia
di scoprire le radici della trasposizione stessa.
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