22.02.2004 domenica

ore 23.48 :: umore: tranquillo

Ancora adesso continuo a invocare il nome di Nana,
anche se mi fa male.
Continuero' a invocarlo finche' non otterro' risposta.


E' con le parole di Hachi che si apre il volumetto di Nana che ci riporta nel mondo delle due ragazze con lo stesso nome dopo 6 mesi di astinenza...
Parole di Hachi che per lungo tempo non leggeremo piu', perche' dopo tanto attendere ora e' Oosaki-san a parlare... a ricordare le emozioni del giorno in cui ha conosciuto Hachi... ad evocare i propri sentimenti per lei...
"Non dimentichero' mai quel giorno. Il 5 marzo. Il giorno del mio ventesimo compleanno. Il giorno in cui ti incontrai.
Come si puo' resistere? ç__________ç
Pensavamo ad una Nana che era in qualche modo inquietata da Hachi e la scopriamo invece totalmente in sintonia con lei... per quanto per chi scrive sia stata una bella conferma, credo che l'emozione di certe espressioni rimanga immutata...
from AYW dollz "Per la mia band Hachi e' una specie di mascotte. O meglio, un portafortuna. Un suo sorriso ravviva l'atmosfera. Durante le prove e i concerti, e' lei che ci da' la carica. Questo conta piu' di tutto. Anche se riuscissimo ad accaparrarsi un musicista eccezionale la cosa non avrebbe lo stesso valore"
E il sorriso di Hachi, appunto? *_____*
Lei in yukata e' uno shock... *_______*
Credo ci sia qualcosa di terribilmente inquientante nel primo episodio di questo volume.
L'inizio e' talmente dolce e tranquillo che davvero non ci si aspetta che la catastrofe annunciata sia li' ad attenderci dopo una manciata di pagine... e invece... eccolo li', il curry rivelatore...
Nonostante il mio amore folle per Hachi, mi sono sempre rivista anche in certi modi di fare di Oosaki-san... in quello sguardo triste ma anche nella fierezza con cui va avanti, nonostante gli abbandoni, nonostante tutte le volte in cui le risuonano alla mente le promesse non mantenute del passato...
A distanza di anni non si pente di quello che ha fatto, perche' era convinta di se stessa... anche se ha perso la cosa piu' importante per lei... e con quello stesso sguardo continua a guardarsi indietro con quell'unico interrogativo... "Dimmi, Hachi, stai sorridendo?"

Me lo chiedo anche io. Almeno siete felici?

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ore 18.00 :: umore: tranquillo

Ora che l'ho finito
posso confermarlo senza alcun dubbio: Big Fish di Daniel Wallace era proprio il romanzo leggero e sognante che mi ci voleva in questo momento... sono davvero contenta di averlo finito prima dell'uscita del relativo film... prepararsi ad una nuova potenziale meraviglia del signor Burton e' una piccola gioia che posso concedermi...
Credo davvero sia il regista adatto ad una storia cosi'... dalle foto e dagli articoli che sto leggendo in giro sembra che ci sia parecchio di suo aggiunto... e se una volta la cosa mi avrebbe probabilmente lasciata perplessa, ora invece sono convinta che sia soprattutto lo spirito di un'opera a dover essere trasposto nella maniera migliore possibile... se c'e' lo spirito, c'e' anche la voglia di scoprire le radici della trasposizione stessa.

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