24.01.2004 sabato

ore 18.07 :: umore: non malvagio...
BGM: Tricky - Stay

La storia di Kayano e Takeru e' da mesi in buona vista
tra i volumi in lingua originale della mia libreria, perche' Akuma de Sorou (qui in Italia: "Lui, il diavolo!") e' un titolo piuttosto famoso in rete, e grazie a Martina, webmistress dello Shoujo Manga Outline, sono stati in non pochi a conoscerlo... me compresa.
Serializzato dalla fine del 1998 su Betsuma, Akuma de Sorou e' il manga che ha portato alla popolarita' la giovane Mitsuba Takanashi, fino ad allora autrice solo di qualche sporadico volume di storie brevi...
L'incipit della storia e' in qualche modo familiare a chi conosca Marmalade Boy della sempre sopravvalutata Wataru Yoshizumi (leggere in questi giorni tanti commenti negativi al finale di Random Walk mi sta consolando non poco...), in quanto la protagonista, Kayano Saito, rischia di diventare la sorellastra di Takeru, ragazzo tanto affascinante quanto pericoloso, che non esita a metterle i bastoni fra le ruote quando lei cerca di dichiararsi al ragazzo che le piace da un po' perche' sembra averle messo gli occhi addosso... le vaghe similitudini tra le due storie, per fortuna, finisco qui.
Gia' nel primo numero emergono quelli che diventeranno in breve i punti forti della storia: una precisa caratterizzazione dei personaggi, studiati non per essere macchiette ma per coinvolgere il lettore con i loro pregi, difetti e carisma; un disegno che sulle prime lascia perplessi perche' non sempre preciso, ma che cresce di numero in numero con tavole sempre piu' ricche di particolari e sempre piu' caratteristiche (la ricerca stilistica e' fondamentale per la Takanashi e si vede!); l'immediatezza con cui l'autrice gioca con gli avvenimenti, che non si fanno attendere per numeri come accade con titoli piu' popolari e giocati continuamente su equivoci sempre piu' inverosimili e personaggi sempre uguali a se stessi e psicologicamente piatti (il gia' citato Random Walk, Hana Yori Dango, Peach Girl)...
A chi scrive, onestamente, per qualche momento la Kayano del numero 1 ha ricordato la Yukari Hayasaka di Paradise Kiss nel primo volume... cosi' come la pericolosita' di Takeru a volte e' in qualche modo associabile all'incomprensibile George dello stesso manga... quindi, probabilmente chi ha amato all'inizio l'opera della Yazawa potrebbe trovare interessante anche il titolo di cui si parla qui.
L'edizione italiana di Akuma e' in linea con i soliti standard Star... la linea grafica ricalca quella originale, sia per l'illustrazione di copertina che per il posizionamento del titolo, la qualita' di stampa non e' malvagia (accontentadosi della solita carta velina Star T_T), e l'adattamento testi non e' malvagio benche' non sia sempre scorrevolissimo ("tu sei un ottimo ragazzo" o_O)...
Che aspettate a prenderlo? :D

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ore 3.22 :: umore: ^_______^
BGM: The Lord of The Rings - Return of the King, naturalmente ^__^

So che qualcuno ci rimarra' male perche' se l'aspettava o me l'ha proprio chiesta, ma
ho deciso che la recensione sul "Ritorno del Re" per ora non la scrivo, e forse non la faro' mai.
E' un'impresa che al momento supera le mie possibilita'.

Parlando d'altro, comunico a chi ha il mio numero di cellulare che sono tornata alla Wind, regolatevi XD

E ieri sono arrivate le riviste nuove... gli episodi di Nana sono sempre piu' pieni di pathos... e io non posso aggiornare il sito causa scanner T________T
Probabilmente scrivero' qualcosa qui.
Quando mi saro' ripresa dall'incazzatura come Hachi nell'ultima scena di uno degli episodi in questione (e non venite a dirmi che e' spoiler perche' la motivazione non ve la scrivo certo in chiaro :P


Durante la notte degli Oscar dello scorso anno, che io vidi stesa sul divano del salotto di casa dei miei, rimasi come molti in attesa di qualcuno che parlasse... il caos era appena cominciato e un po' tutti si aspettavano che qualcuno parlasse di quella guerra iniziata praticamente a Pasqua e promossa dagli USA... e fu allora che una voce sola si levo', e fu quella di Michael Moore, regista che conoscevo e conosco tutt'ora poco, che aveva vinto un Oscar per il suo documentario Bowling a Columbine nel quale, partendo dallo spunto della strage al liceo Columbine organizzata da due studenti a un passo da diploma (tema trattato di recente anche in "Elephant", che, come trovate in un post che e' ormai in archivio, non mi piacqua granche'), mise su la sua inchiesta personale sul ruolo delle armi in un paese che da sempre ha simboleggiato la liberta'... un viaggio in lungo e in largo negli Stati Uniti, dove in una banca regalavano un fucile a chi aprisse un conto da loro o dove dal barbiere riesce a rimediare un taglio e dei proiettili per il proprio fucile... tocca l'America in lungo e in largo, passando per il liceo incriminato piu' volte, mostrando immagini del giorno in cui la vita di 12 alunni e un docente fini', intervistando diversi sopravvissuti e portando due di essi alla sede centrale dei Grandi Magazzini dove parte dei proiettili utilizzati dai due assassini fu comperata... si sposta persino in Canada, dove rimane stupito (e con lui anche chi scrive) dalle persone intervistate che lasciano la porta di casa aperta di notte, porta esempi da ogni parte del mondo sconfessando stereotipi quando gli vengono proposti (dal classico "i cartoni giapponesi sono violenti ma statisticamente il Giappone non e' un paese violento"), e nel finale si reca prima nel proprio paese d'origine, nel Michigan, dove una bambina di 6 anni venne uccisa da un coetaneo, per finire col portarne la foto a Charlton Heston il quale, oltre ad essere attore di fama mondiale, e' anche il presidente della National Rifle Association... un'associazione di appassionati di armi in sostanza, che pero' non riesce a non andarsene dopo aver dato tutta una serie di risposte che mettono in luce una sconcertante mancanza di riflessione sul tema... come a ribadire che la superficialita' con cui si intraprendono tante azioni ha sempre delle conseguenze.

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